Museo Archeologico di Sperlonga

Museo archeologico di Sperlonga

Sei appena arrivato in questa meravigliosa città sul mare e non vedi l’ora di scoprire ogni suo angolo, vero?

Ti capisco.

Oltre al suo bellissimo mare, Sperlonga può offrirti un tanta cultura e storie leggendarie.

Conoscerla fino in fondo ne vale davvero la pena, te lo assicuro.

Hai mai sentito parlare del Museo archeologico di Sperlonga?

Ora ti racconto tutto quello che devi sapere.

Storia del Museo Archeologico di Sperlonga

La storia di questo edificio comincia ancora prima della sua costruzione.

Siamo nel 1957 e ci sono un sacco di lavori in corso per realizzare la strada in grado di collegare la città di Terracina con quella di Gaeta.

Si tratta di una via di comunicazione molto importante.

Avrebbe attraversato tutta la costa e – cosa più importante – anche la città di Sperlonga.

I lavori cominciano e quando gli operai arrivano a poche centinaia di metri dalla città di Sperlonga, fanno una scoperta sensazionale.

A poche centinaia di metri? Dove di preciso?

Dove una volta sorgeva l’antica via Flacca Valeria.

Un ritrovamento che ha cambiato la storia.

Sono venuti alla luce un’importante serie di resti archeologici.

Dopo lunghi esami e studi approfonditi, non ci sono più dubbi.

Questi sono i resti della villa di Tiberio.

Tiberio? E chi era?

È stato uno dei più importanti imperatori romani.

Ha regnato sull’impero dal 14 d.C. (Dopo Cristo) fino al 37 d.C.

Studiosi ed esperti – fino a quel momento – avevano soltanto sentito parlare della leggendaria villa di Tiberio.

Ma non sono mai state trovate prove della sua esistenza.

Adesso è tutto vero.

Cosa c’era dentro questa villa?

Meraviglie di ogni genere.

Fortunatamente, gran parte di queste oggi sono conservate all’interno del Museo Sperlonga fin dalla sua costruzione avvenuta nel 1963.

Cosa c’è dentro il Museo Archeologico di Sperlonga

Quando entrerai nel Museo Archeologico Sperlonga rimarrai senza parole.

Di certo non è grande come i musei di New York, ma ti assicuro che questo sito conserva delle ricchezze inestimabili.

Ad esempio?

Sculture dell’epoca romana.

Pensa che in realtà qui dovevano esserci molte più sculture di quante ne vedrai.

Purtroppo molte sono andate perdute perché nel corso della storia sono state fatte a brandelli.

Le sculture che oggi vedi in questo museo sono i fortunati superstiti.

Ora ti parlerò delle più importanti statue esposte a Sperlonga.

Gruppo di Scilla

Gruppo Scilla Museo archeologico Sperlonga

Hai mai sentito parlare di Scilla?

Si tratta di un leggendario mostro presente nell’Odissea, un antico testo epico di Omero.

Ti racconto brevemente come il protagonista, Ulisse, ha incontrato questo nemico.

L’eroe sta effettuando un lungo viaggio per ritornare nella sua Itaca, ma ha dovuto affrontare molti pericoli.

Ulisse incontra Scilla nei pressi della Calabria e quest’ultima non ci pensa due volte ad attaccare il greco ed il suo equipaggio.

Scilla è un mostro marino la cui metà superiore è umana, mentre quella inferiore è composta da tentacoli con enormi e voraci teste di cane.

Durante lo scontro Scilla assalta la nave di Ulisse.

Il timoniere dell’imbarcazione sta per cadere dalla prua della nave, ma riesce ad aggrapparsi all’ultimo.

Scilla lo vede e lo afferra con la mano destra, catturandolo.

Gli altri uomini cercano di affrontare la minaccia come meglio possono.

Alla fine Ulisse riuscirà a cavarsela ed a proseguire il suo lungo viaggio.

Sai che alcuni studiosi hanno notato una netta somiglianza tra il volto del timoniere e quello dei ragazzi presenti nel gruppo del Laocoonte?

Confronto gruppo Scilla Museo Archeologico Sperlonga Laocoonte

In entrambi i casi i protagonisti hanno un’espressione disperata.

Questa è la faccia di chi sa che sta per morire.

Ed ha paura.

Il timoniere ed i figli di Laocoonte non sono coraggiosi come gli eroi greci.

Loro sono semplici esseri umani e temono per la propria vita.

Ora voglio svelarti un piccolo segreto.

Sai che su questa scultura gli studiosi hanno scoperto l’utilizzo di molti puntelli? Sai a cosa servono?

I puntelli venivano utilizzati per realizzare delle copie in marmo (come questa statua ad esempio) di opere originali in bronzo.

Probabilmente questa scultura di Scilla è una copia di un’opera fatta originariamente in pregiato bronzo.

Chi ha realizzato questo capolavoro?

Fortunatamente sul banco dei rematori si legge chiaramente la firma degli autori.

Sono Agesandro, Atanodoro e Polidoro di Rodi.

L’antico autore Plinio ha scritto che loro 3 hanno scolpito anche il magnifico Laocoonte.

Gruppo di Polifemo

Gruppo Polifemo Museo Archeologico Sperlonga

La preziosa collezione dello Sperlonga museo può vantare questa colossale scultura.

Questo di certo è l’opera più grande qui presente.

Anche la scena ritratta in questo capolavoro è tratta dal racconto dell’Odissea di Omero.

Conosci la storia del ciclope Polifemo?

Te la racconto brevemente.

Ulisse è in viaggio per ritornare ad Itaca, la sua patria.

Prima però decide di fare una sosta su un’isola.

La Terra dei Ciclopi.

Questa pericolosa landa è abitata dai ciclopi, dei giganteschi esseri con un occhio solo.

Ulisse è caratterizzato da una grande curiosità ed è sicuro di una cosa.

Vuole conoscere il più grande e temibile tra i ciclopi.

Il suo nome è Polifemo, ed è un ciclope pastore.

Ulisse vuole vederlo da vicino e così, seguito dai suoi uomini, si nascondono nella sua grotta.

Le cose non vanno come previsto ed il gigante li scopre.

Con un’enorme pietra blocca l’entrata alla grotta e comincia ad uccidere e mangiare gli uomini.

All’improvviso Ulisse ha un’idea.

Con l’inganno offre a Polifemo un vino molto forte e lo fa ubriacare.

Polifemo si sdraia a terra e si addormenta.

Questo è il momento giusto.

Ulisse ed i suoi uomini realizzano un palo di legno appuntito con cui accecano l’occhio del gigante.

Il ciclope si sveglia ed, in preda al panico, toglie la pietra all’entrata della grotta.

Le pecore escono all’aperto e gli uomini riescono a salvarsi nascondendosi sotto di loro.

Per evitare che Polifemo possa in futuro ritrovarlo e vendicarsi, Ulisse gli dice che il suo nome è Nessuno.

Ma il ciclope riesce a scoprire il suo nome e prega suo padre Poseidone (il dio dei mari) chiedendogli che l’eroe non ritorni mai più ad Itaca.

Che avventura, eh?

Adesso voglio parlarti dell’immensa scultura che ritrae il momento più importante nell’incontro tra Ulisse ed il ciclope.

L’accecamento di Polifemo.

L’autore (o gli autori) ha realizzato il gigante sdraiato su una roccia mentre sta dormendo dopo essersi ubriacato con il vino offertogli da Ulisse.

È in preda ad un sonno talmente profondo che la testa del ciclope penzola all’indietro.

Ma c’è una cosa che devi sapere.

Questo enorme gruppo scultoreo non ci è giunto intero.

Alcuni pezzi sono andati perduti nel corso del tempo.

Nonostante ciò, voglio farti notare una cosa.

Guarda la gamba muscolosa di Polifemo.

Se tracciassimo una lunga linea diagonale, ti renderai conto che percorre tutta la composizione.

Particolare diagonale gruppo Polifemo Museo Archeologico Sperlonga

Questo artificio è stato utilizzato anche per altre importanti sculture antiche come il Laocoonte ed il Torso del Belvedere.

Alla sinistra del gigante si trovano i compagni di Ulisse che stanno spingendo il palo appuntito di legno verso l’occhio del nemico.

A guidarli è proprio l’eroe greco che sta alla punta della piramide formata da tutti i protagonisti.

Particolare composizione piramide gruppo scultoreo Polifemo Museo Archeologico Sperlonga

La testa di Ulisse, però, è arrivata a noi separata dal gruppo originale.

Se guardi sul lato destro dell’imponente scultura vedrai un uomo che sta correndo in direzione dei suoi compagni.

Sulla destra vedi l’uomo che aveva portato il vino al gigante e sembra che stia correndo per raggiungere i suoi amici

Particolare uomo porta vino gruppo scultoreo Polifemo Museo Archeologico Sperlonga

Lui ha portato il vino a Polifemo e fugge terrorizzato perché sa che da un momento il gitante potrà svegliarsi e continuare la strage.

Istintivamente cerca di proteggere la faccia con il suo braccio.

Testa di Odisseo

Scultura testa Odisseo Museo Archeologico Sperlonga

Questo è il volto di Ulisse, il protagonista dell’Odissea di Omero.

Il copricapo che indossa è il pileo, il caratteristico cappello dei naviganti.

La sua espressione è magnifica.

Muscoli del volto irrigiditi, occhi spalancati e bocca nervosamente aperta a causa della tensione.

Tutto dipende da questo momento.

Se riescono ad accecare Polifemo hanno ancora una possibilità per salvarsi.

Si tratta di un ritratto scultoreo meraviglioso, realistico e curato nei minimi dettagli.

Dal pileo spuntano fuori le ciocche dei capelli ricci ed una lunga barba ricalca alla perfezione la descrizione dell’eroe ideato da Omero.

C’è solo un mistero riguardo queste sculture in marmo.

Non sappiamo se si tratta di sculture realizzate nell’età d’oro dell’arte greca oppure siano delle copie “più moderne” di modelli antichi.

Sperlonga Museo Archeologico orari

Questo museo conserva le meraviglie di cui ti ho parlato prima e molto altro ancora.

Vuoi sapere quali sono del Museo Sperlonga orari?

Ecco tutto quello che devi sapere.

– Orario di apertura: dalle 8:30 alle 19:30 (tutti i giorni)

Il museo resterà chiuso nei seguenti giorni:

  • 1 gennaio
  • 1 maggio
  • 25 dicembre

Qui sotto puoi leggere il costo del biglietto:

  • Intero € 5,00
  • Ridotto € 2,50

E poi la prima domenica di ogni mese il biglietto è gratis.

Un’ultima cosa.

Il costo del biglietto comprende sia la visita del museo archeologico ma anche dell’annessa grotta di Tiberio.

Dove si trova il museo

Lo Sperlonga Museum si trova poco distante dal centro cittadino.

Puoi raggiungerlo facilmente in auto dirigendoti in direzione Gaeta-Formia e seguire i cartelli indicativi per il museo Archeologico.

L’indirizzo preciso è Via Flacca Km 16.300.

Vuoi avere maggiori informazioni sul museo?

Questo è il numero della struttura: 0771 548028.

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